La gran Tirana, La regina del Latin Soul, LA LUPE

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LA LUPE ENGLISH BIO
Well known for her high level of camp and her energetic performances, La Lupe was one of the Spanish-language world’s greatest performance. Born in Cuba to a poor family, La Lupe began her life as a schoolteacher in Havana at her father’s request. However music was in her blood, and against his wishes she entered a singing competition on the radio where she won first place. Later she joined the singing group “Trio Los Tropicales” and made many successful club debuts throughout Havana. Her performances, which included Rock ‘N’ Roll songs in Spanish combined with heavy antics made her a smash in the Cuban music scene and she continued to make hit albums. However, after the Cuban Revolution of 1959, La Lupe felt that she could no longer live in a country that did not accept her performances, which were classified as anti-revolutionary. She left Cuba for Mexico in 1962, where she sought acceptance, but was never accepted. Later she moved to New York, where she met fellow Cuban musician Mongo Santamaría. Both teamed up with to make the album make “Mongo Introduces La Lupe” in 1963. That album made her a star and later she joined up with the legendary Tito Puente to make four successful albums. Voted the best singer by the Latin press in 1965 & 1966, La Lupe went on to become one of the top two divas of salsa music (the other was Celia Cruz). It was during these years thats he produced some of her greatest songs, especially those written by Puerto Rican composer C. Curet Alonso, such as “La Gran Tirana” and “Puro Teatro”. In the 1970’s La Lupe saw her career decline somewhat. First she was banned from television from Puerto Rico after she tore her clothes off during an awards ceremony on national television. Next, her record label, Tico Records, was purchased by Fania Records, and company executives decided to focus their energies on the less controversial Celia Cruz. Although she had several hits during that decade, she faded into obscurity. In the 1980’s, La Lupe, who retired from the industry, saw herself destitute. Her husband’s medical bills, her large donations to the African-based religion of “Santeria”, and her personal problems often left her and her family homeless. She became paralyzed following a domestic accident and was healed by an evangelical preacher. After this, she converted to evangelicalism and recorded Christian orientated material in the late 80s. She continued her devotion to evangelism until her death in 1992. La Lupe never saw the surge in her popularity after her death, especially after the legendary Spanish director, Pedro Almodovar chose her song, “Puro Teatro,” to be the closing song of his hit film, “Women on the Verge of a Nervous Breakdown”. Fania re-released her records on their Tico labels during that decade, and many of her records went platinum throughout Spain and Latin America. Considered to be a combination of Bette Midler meets Judy Garland with a dash of Eartha Kitt, La Lupe’s largest fan base is primarily the gay Latin community. Many drag performers imitate her and she is considered to be the Judy Garland of the Spanish-language world due her torrid love affairs, poor financial management, and her bout with bipolar-ism. She is considered one of the greatest musical divas the world has ever known.

Introduzione:

La Lupe intervistata nel 1971 diceva: “Penso che la gente come me, quelli che fanno quello che gli pare, non lo facciano perchè sono liberi.”
Certo, ci sono quelli che dicono che Yi Yi Yi, sia stata l’incarnazione pura di spirito libero, per altri era solo posseduta.
Letteralmente.
Nessuna sorpresa se lo fosse stata davvero, data la sua abitudine di gettarsi contro le pareti di scena durante le sue performance, di strapparsi di dosso i vestiti, di gettare via scarpe e gioielli e graffiarsi, simulare orgasmi e agitarsi come se fosse in trance.
“Io canto con delirio!” diceva.
La Lupe trasformava ogni canzone in un dramma pieno. Alcuni l’hanno criticata per il modo succinto di vestirsi, mentre altri  abbracciarono la sua dirompente sensualià, senza remore.
Le sue performance sul palco e le registrazioni dei suoi dischi riflettono la sua tumultuosa vita personale. Non a caso uno dei suoi brani più famosi si chiama “Teatro Puro”.
La sua voce era capace di coccolarti come la più dolce delle mamme, ma anche di incenerirti come il più terribile degli incendi. La Lupe era un cocktail esplosivo fatto con un po’ di Eartha Kitt, Edith Piaf, Olga Guillot, e Nina Simone. Fatto di boleri e montuno Sones, di canzoni pop, rock and roll, jazz e classici numeri di Broadway.
Né La Lupe né nessun’altro furono mai in grado di contenere la sua inesauribile energia. Nemmeno Fidel Castro ci riuscì.
La sua musica era un gioco straziante tra l’impulso e l’ artigianato, il suo palco poteva essere la strada, un club o una sala per concerti.

La sua musica catturò l’interesse di celebrità internazionali come Marlon Brando, Ernest Hemingway e Picasso.
Sembrava che chi l’avesse vista in televisione, chi l’avesse sentita cantare, chi l’avesse incontrata, mai l’avrebbe potuta dimenticare, eppure, l’ incoronata “Regina del Latin Soul” morì come il più comune del poveri.

Dicevano di lei:
-Un popolare conduttore televisivo la definì come una leggendario personaggio capace di incarnare contemporaneamente: “il sesso, il fuoco, l’anima, e il voodoo”.
-La rivista Look dichiarò: “in confronto a lei, Jane Birkin suona come un cane “.
-Il suo nome venne spesso associato ai termini “drag queen” e “droga”.
-Un giornale cubano la defì “uno strano fenomeno che divide Cuba in due “
-Fidel Castro l’accusava di rubare l’attenzione alla rivoluzione, e la fece cacciare da Cuba.
-“Lei è Janis, Aretha, e Edith Piaf mescolati in uno solo. Potrebbe fare una fortuna nel campo del rock … La Lupe è devastante e sembra che sia devastante anche per se stessa, Jim Morrison dovrebbe prenderne nota“.
-“La Lupe è stata un fenomeno del suo tempo, in un periodo di totale follia, ha assorbito tutta questa follia per poi rigettarla fuori.”

BIOGRAFIA
La Lupe, il cui vero nome era Lupe (anche se alcuni dicono fosse Guadalupe) Victoria Yoli Raymond, nata a San Pedrito, piccolo villaggio vicino a Santiago di Cuba.
Non si sa esattamente in che anno sia nata, se il 23 Dicembre del 1936 o 1939.
La sua città natale era piccola e rurale. Norma Yoli, sorella Lupe, la descrive come “una delle tante ragazze nere a cui nessuno prestava attenzione e che amava la conga e la danza.”
L’ispirazione per il canto le venne dopo aver visto uno spettacolo televisivo con Edith Piaf, era solo una bambina.
I suoi genitori però volevano facesse l’insegnante e la piccola Lupe voleva accontentarli, ma resistere alla sua passione per la musica, era sempre più difficile. Così finì per studiare di giorno e cantare di notte, era ormai adolescente e con la famiglia s’eran trasferiti a Havana.

Fra il ’57 ed il ’60 vince un concorso di canto e conosce Olga Guillot che la incoragia a coltivare il suo stile.
Ben presto la ragazza diventa parte integrante vita notturna di Cuba.
Un trio chiamato Tropicuba, fu il suo trampolino di lancio. Nel gruppo suonava anche il suo primo marito, quando si rese conto di venire tradita, intraprese la carriera solista.
Un club chiamato The Network divenne il  tempio per le sue performance trasgressive, nelle quali si spogliava, picchiava se stessa e i musicisti dell’orchestra, lanciava scarpe e si stracciava i vestiti.
Era inquietante come potesse essere molto femminile e allo stesso tempo molto maschile e aggressiva.

(lady gaga non ha inventato un cazzo di niente..ma questo noi già lo sapevamo!)

Nel 1960, firma il suo primo contratto discografico con la RCA di affiliazione, Dis-Cuba Records.
Con i due primi LP, con “El diablo en el cuerpo” e “Lupe Is Back”, afferma il suo personale stile musicale che userà per tutta la sua carriera. cantando in “Spanglish”, mescolando canzoni pop conosciute come “Fever”(”Yesterday”, “Dominique” dei Singing noun “Twist and Shout” “Unchained Melody and America from West side story) con lo spagnolo.


Nel 1962, La Lupe, sollecitata da Castro, lascia Cuba alla volta prima del Messico, poi di Miami, e infine di New York.
Era famosa a Cuba, ma a NY non era nessuno. Fortunatamente per La Lupe, la sua grande occasione arrivò tramite un compagno di esilio con cui aveva già lavorato, Mongo Santamaria.
Mentre registravano ‘Watermelon Man’ si mise ad urlare delle battute senza microfono.
Il produttore le fece dare un microfono e in men che non si dica, La Lupe non solo entrò a  far parte di una band famosa, ma la sua voce era parte del loro più grande successo.
Nel ’63 esce  “Mongo introduces La Lupe”, l’album non ha molto successo ma foto e  nome di La Lupe finiscono sulla copertina di un LP e le danno l’occasione per fare un tour.


La folle e selvaggia personalità della vocalist diventò presto oggetto di svariate storie e pettegolezzi. Nessuno aveva mai visto nulla del genere prima, le sue performance erano uniche, grottesche, drammatiche.
Nel 1965, la band di Mongo è sempre più orientata sul Jazz, così La Lupe, che cominciava a guadagnare popolarità, lascia la band e comincia a collaborare con Tito Puente Altalene.
Nel 1965 registrano insieme The King swings, the incredible Lupe sings e Tú y yo per la Tico Records

Puente fu sicuramente il mentore della cantante, ma presto il successo di lei cominciò ad oscurare la fama di lui e a Puente questo non piaceva. Così  cominciò a sfruttarla.
Fortunatamente per lei, Morris Levy, proprietario della Tico Records, amava il talento della vocalist cubana e le offrì un contratto da solista.


Fra il 1966 e il1974 registra una dozzina di album, un evento che avrebbe potuto essere battezzato con lo stesso nome del LP di La Lupe che uscì nel ’68 “La Lupe’s Era”.
Homenaje a Rafael Hernández 1966 (with Tito Puente)
 La Lupe y su alma venezolana 1966
A mí me llaman La Lupe 1966
The King and I 1967 (with Tito Puente)
The Queen does her own thing 1967
Two sides of La Lupe 1968
Queen of Latin soul 1968
La Lupe is the Queen 1969
Definitely la Yiyiyi 1969
That genius called the Queen 1970
La Lupe en Madrid 1971
Stop, I’m free again 1972
Pero cómo va ser 1973

Un encuentro con La Lupe – with Curet Alonso 1974
Divenne così, una star, strapagata, conosciuta anche oltre Oceano e acclamata in Spagna. Partecipò a vari festival rock con artisti come Iron Butterfly, Jethro Tull, le Supremes e Ray Charles .
Nel 1973, il conduttore televisivo Dick Cavett invita La lupe nel suo show. La maggior parte dei musicisti americani non aveva mai suonato un tempo latino in 6/8, quindi ci vollero diversi tentativi per farlo bene. Anche se era solo una prova, Lupe cominciò a entrare nella loro area, ed i musicisti stavano morendo di risate, non aveva mai visto niente di simile. Ma sembrava fantastico. Poi venne il momento di registrare lo spettacolo e lei tornò completamente vestita di lustrini dorati.
La gente sapeva che stavo assistendo a qualcosa di diverso di quanto avessi mai visto.
Quando finì la sua versione di “Afro Blue”, il pubblico televisivo nazionale aveva visto più curve voluttuose  di quello che avrebbe potuto vedere, per non parlare della quasi nuda Dick Cavett che ballava con la cantante cubana.

Nel frattempo la televisione tradizionale cubana,  la Fania Records e il suo evento principale, la Fania All Stars, erano all’apice del loro sucesso nel mercato latino con le sonorità salsa. La salsa era musica afro-cubana giovane e moderna, contribui a rivoluzionare la scena musicale latina nella Grande Mela e non solo. Molte delle hit salsa erano scritte da Tite Curet Alonso, che anni prima aveva incoronato La lupe come “La Gran Tirana”, la “regina del Latin Soul”. E che ora incoronava Celia Cruz “Regina della Salsa”.
Negli anni 70, la luminosità di La Lupe inizia a diminuire. Il decennio degli anni ’80 fle diede il colpo di grazia definitivo. Le voci di consumo di stupefacenti, i problemi economici e  un incendio nel suo appartamento,  la ridussero in completa povertà. Smise di praticare la Santeria, e si convertì al Protestantesimo.


Nel 1992, quando morì nel sonno per un attacco di cuore all’età di 56 (o 59) anni, molti si sono riuniti per piangere una delle più grandi star della storia della musica, molti di loro anche se non l’avevano mai vista in Tv o sentita cantare.

E’ stata una combattente tutta la vita, ha lottato per il superamento degli ostacoli razziali, politici e personali.

“Io sono nera e cubana, non ci sono in giro molte persone come me, molti hanno pregiudizi nei confronti della gente grassa..” aveva detto a Rolling Stone 20 anni prima della sua morte.

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KOKO TAYLOR, THE BLUES QUEEN!

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Nasce con il nome di Cora Walton nella contea di Shelby, Tennessee, il 28 settembre 1928. Figlia di un mezzadro. Nel 1952 in compagnia del marito, (il camionista Robert “Pops” Taylor) lascia Memphis per Chicago. Alla fine del 1950 inizia a cantare nei blues clubs di Chicago. Willie Dixon la scopre nel 1962, resosi conto dell’enorme talento della Taylor, le procura contatti, ingaggi e il suo primo contratto discografico con Chess Records. La Taylor firma con la storica etichetta blues nel 1965. Per chi non lo sapesse, la Chess Records produceva gente del calibro di Muddy Waters, Howling Wolf,lo stesso Willie Dixon, Little Walter e Etta James (solo per citarne alcuni). Ed è per La Chess che Koko registrò il suo maggiore successo: “Wang Dang Doodle”. La canzone era stata scritta da Dixon e registrata da Howlin’Wolf cinque anni prima. La versione della Taylor riscosse un enorme successo, raggiunse il numero quattro sulle classifiche R & B nel 1966, e vendette la bellezza di un milione di copie. Successivamente la Taylor registrò diverse versioni di “Wang Doodle Dang” nel corso degli anni, compresa una versione dal vivo al Festival Blues Folk americano del 1967 accompagnata dall’armonica di Little Walter e dal chitarrista Hound Dog Taylor. Nel 1968 registrò uno dei duetti più penetranti della storia della musica, “Insane Asylum” con Willie Dixon, autore anche della canzone. Successivamente registrò molto altro materiale, comprendente sia brani originali che cover, ma purtroppo, nessun altro brano ebbe mai il successo di “Wang Dang Doodle”.

DA PIANGERE!

Tuttavia, i tour nazionali a cavallo tra fine ’60 e primi ’70, contribuirono ad accrescere la sua fama e la sua schiera di fan. Nel 1975 firmò con la Alligator Records per la quale incidette nove album, per 8 dei quali le venne data la nomination al Grammy, questa notorietà del tutto meritata la consacra come vera e propria leggenda del blues,(nonostante fosse donna). Vinse venticinque WC Handy Awards (più di qualsiasi altro artista abbia mai vinto). Nel 1981-1982 partecipa alla tournée internazionale “Blues with the Girls” con Zora Young e Big Time Sarah. Nel 1989 un grave incidente d’auto quasi ce la porta via, ma la Taylor oltre a ruggire come un leone, ha anche la pellaccia dura, e si riprende. Nel 1990 fa parte del cast di due film: “Blues Brothers 2000” e “Wild at Heart”. Nel sequel dei “Blues Brothers” canta in una band inventata appositamente per il film, “The Louisiana Gator Boys”, fra i componenti ci troviamo: B.B.King, Gary U.S.Bonds, Bo Diddley, Eric Clapton (e molti altri). Nel 1994 apre a Chicago un club blues chiamato: “Division Street”, purtroppo ora il club non esiste più.

Koko Taylor ha influenzato musicisti come Bonnie Raitt, Shemekia Copeland, Janis Joplin, Shannon Curfman, Susan Tedeschi e molti altri. Negli anni precedenti alla sua morte, aveva una media di oltre 70 concerti all’anno. La potenza della sua voce era direttamente proporzionale alla sua grandissima attitudine e al suo immenso amore per la musica.

La sua ultima apparizione live è stata al Blues Music Awards, il 7 maggio 2009.

Koko Taylor muore il 3 giugno 2009 a causa di un’emoragia gastrointestinale dovuta alle complicazioni causate da un intervento chirurgico avvenuto il 19 maggio dello stesso anno.

The Atlantic Records

Fondata nei primi anni cinquanta ad Ahmet da Jerry Wexler e Nesuhi Ertegün. Nata come casa discografica indipendente, negli anni sessanta entrò a far parte delle major del business del jazz e della musica pop.

Quella di cui voglio parlare, è la prima Atlantic, che produceva musica Soul e R&B meravigliosa. Ci Sono diversa compilations che raccolgono il meglio del meglio della produzione (e che io ho trovato a Firenze a 5 euro l’una!! :woot: ), 28 tracce a cd. Li sto comprando tutti e sono spesso la salvezza dei miei djset.

L’R&B era il rock’n’roll prima del rock’n’roll, parlava di amore e sesso e di “cattive abitudini” (balli selvaggi, alcol e sigarette).

LaVern Baker_ Saved

The Coasters(uno dei miei gruppi r&b preferiti) – Poison Ivy (parla di me 😛 )

Ray Charles – (Night Time Is) The Right Time

e partiamo intanto con questi tre video

SCREAMING JAY HAWKINS PSYCOBILLY GRANDPA!

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Jalacy Hawkins meglio noto come Screamin’ Jay Hawkins , nasce a Cleveland, il 18 luglio 1929.
E’ considerato il primo SHOCK ROCKER, nonchè direi, NONNO DELLO PSYCHOBILLY. E’ stato cantante, attore e compositore. Famoso soprattutto per la sua voce potente, (per i vocalizzi da zulù psicopatico e versi vari, fra cui soprattutto urla e pernacchie), e per le esibizioni live selvaggie e teatrali. Screamin’ Jay era un amante del macabro e aveva sempre con sè oggetti di scena (teschi e armamentari voodoo). Il suo look data l’epoca era decisamente TROPPO AVANTI per l’epoca, super banana-afro, completi zebrati o eccentrici costumi dorati e leopardati, mantelli da stregone, osso gigantesco al naso e scettro con teschio da stregone voodoo.
Hawkins muore a Parigi, il 12 febbraio 2000,dopo un’operazione per un aneurisma.

Biografia

Hawkins comincia la sua carriera musicale nel 1951 come pianista jazz, supportando il più noto chitarrista Tiny Grimes.
Debutta l’anno successivo con “Why did you waste my time”, assieme a Grimes and his Rockin’ Highlanders. Il brano riscuote un gran successo. Qualche hanno dopo con “I Put a Spell on You”, (il pezzo più famoso, usato anche recentemente per gingle pubblicitari), conferma la sua fama. Dopo la realizzazione del brano, un dj offre a Hawkins 300 dollari, per emergere da una bara durante un suo spettacolo: l’artista accetta e adotterà questa apertura, (l’apertura della bara), ad ogni sua successiva esibizione. Le canzoni successive : “Hong Kong”, “Yellow coat”,”Alligator wine” e la celeberrima “Frenzy”,(coverizzata successivamente dagli olandesi Batmobile),

hanno pure un buon impatto sul publico, ma senza raggiungere i fasti di “Why did you waste my time”. Seguono altre hit come: “Constipation blues”, “Orange colored sky” e “Feast of the Mau Mau”.
Tra gli anni sessanta e settanta, soprattutto in Europa, diventa talmente popolare, da partecipare anche in alcuni film, come Stranger than Paradise (1983) di Jim Jarmusch. Nel 1985 collabora con i Fuzztones.

Nel 1991 realizza il disco “Black Music For White People” . Poi collabora con i Dread Zeppelin per il loro disco, “It’s Not Unusual”. Nello stesso periodo va in tour con i Clash e Nick Cave, oltre a partecipare a molti festival blues.

I put a spell on you rifatta da un pò di gente..

http://youtu.be/cf69vIQL_u8 video super..(c’è anche jhonny depp ala chitarra! LOL!)

In molti hanno rifatto questo pezzo, ho messo le cover che trovavo degne di nota.

Screaming Jay Hawkins muore il 12 febbraio 2000, dopo un’operazione per un aneurisma.

Discografia:
33 giri

* 1958 At Home with Screamin’ Jay Hawkins (Okeh/Epic) (a volte intitolato come Screamin’ Jay Hawkins e I Put a Spell on You)
* 1965 The Night and Day of Screamin’ Jay Hawkins (Planet/52e Rue Est)
(a volte intitolato come In the Night and Day of Screamin’ Jay Hawkins)
* 1969 What That Is! (Philips)
* 1970 Because Is in Your Mind (Armpitrubber) (Philips)
* 1972 Portrait of a Man and His Woman (Hotline) (a volte intitolato come I Put a Spell on You e Blues Shouter)
* 1977 I Put a Spell on You (Versatile) (registrazioni dal 1966 al 1976)
* 1979 Screamin’ the Blues (Red Lightnin’) (registrazioni dal 1953 al 1970)
* 1983 Real Life (Zeta)
* 1984 Screamin’ Jay Hawkins and The Fuzztones Live (Midnight Records) – live
* 1988 At Home with Jay in The Wee Wee Hours (Midnight Records) – live
* 1988 Live & Crazy (Blue Phoenix) – live
* 1990 The Art of Screamin’ Jay Hawkins (Spivey)
* 1991 Black Music For White People (Bizarre/Straight Records/Planet Records)
* 1991 I Shake My Stick at You (Aim)
* 1993 Stone Crazy (Bizarre/Straight/Planet)
* 1994 Somethin’ Funny Goin’ On (Bizarre/Straight/Planet)
* 1993 Rated X (Sting S) – live
* 1998 At Last (Last Call)
* 1999 Live at the Olympia, Paris (Last Call) – live con un inedito inciso in studio
Filmografia:

* 1978 American Hot Wax (nella parte di se stesso)
* 1983 Stranger than Paradise
* 1989 Mystery Train – Martedì notte a Memphis (con Benigni e Tom Waits)
* 1991 Rabbia ad Harlem (nella parte di se stesso)
* 1997 Perdita Durango
* 1999 Peut-être
* 2001 Screamin’ Jay Hawkins: I Put a Spell on Me

http://youtu.be/VUM7XHTPe_w video breve ma intenso!

Il grande, unico, immenso Screamin’Jay Hawkins!

HASIL (HASSLE) ADKINS, IL PRIMO ONE MAN BAND PALLIDO!

Hasil+Adkins+hasil

L’anno della nascita di Hasil Adkins è ancora oggi un mistero, 29 Aprile del 1930qualcosa. Hasil è e sempre resterà soggetto di svariati anedoti e miti, fra cui molti veri.

Hasil Adkins, (pronunciato “Hassle”, in italiano, “disputa”), nasce in assoluta povertà nella zona rurale della Contea di Boone, Ovest Virginia, al culmine della grande depressione. Era il più giovane dei 10 bambini che lavoravono nella miniera di carbone del minatore Wid Adkins. La sua infanzia fu segnata dalla fame e dalll’assenza di scarpe, ottenne il suo primo paio di scarpe a 4, 5 anni.
Ad un’età veramente precoce Hasil cominciò ad imitare i musicisti blues che sentiva alla radio, (come Jimmie Rogers, che suonava con la band di Muddy Waters).
Cominciò battendo il tempo sulla latta del latte e facendo veramente ammattire suo padre che gli consigliò di andare a battere quell’affare fuori casa. Restava ore a “suonare”, vicino al camino. In breve tempo trovò il suo metodo, la sua batteria era composta dalla latta del latte e da un secchio di lardo prima da 4 libbre, poi da 8. Quando sua madre usciva di casa trasformava il suo mastello e la bacinella per i piatti in strumenti. Era capacmusice di fare musica con qualsiasi cosa gli capitasse sotto mano e fu così che gettò le basi per diventare  il primo One Man Band  bianco della storia della musica.
Hasil vide la sua prima chitarra a casa di un vicino. Rimase a guardare l’uomo suonare per ore, completamente affascinato dai suoni e studiando tutto quello che stava facendo. Aspettò e aspettò finché gli adulti furono abbastanza ubriachi da lasciargli toccare la chitarra. Fu così che Hasil Adkins posò le sue mani su una chitarra per la prima volta. Inventò il suo modo personale di suonare la chitarra fra filo spinato e secchi di acqua. La sua famiglia dovette riconoscere il suo talento, e cercò di studiare un piano per farlo scappare dalle miniere di carbone. Risparmiaronoper anni, finchè furono in grado di regalargli una chitarra, Hasil era ormai adolescente.

Per anni Hasil viaggio per il paese, suonando in tutte le bettole e in tutti i bar, e spedendo nastri ad ogni etichetta discografica esistente. Sentiva i successo vicino, ma non riusciva ad afferrarlo, tuttavia rimase fedele al suo stile e la sua visione, lastricando la strada che avrebbe portato successivamente al punk rock. I suoi primi singoli furono registrati e tagliati D.I.Y. (do it yourself) nella sua camera da letto. A causa della malattia della madre smise di viaggiare per prendersi cura di lei, ma continuò a registrando e a spedire nastri ovunque. Successivamente diede vita alla sua etichetta discografica <b>[color=orange]A.R.C. Records. Successivamente i Cramps con la cover di “She Said” aiutarono a trasformare Hasil in una leggenda della musica underground.

patata in bocca Lux? 😛 😆

Hasil Adkins registrò 16 album e 21 singoli negli Stati Uniti oltre a svariati demo e registrazioni per l’Europa. Scrisse 7.000 canzoni e conosceva 2.000 cover. I suoi concerti erano insieme caotici, aggraziati, ipnotici. Ogni tanto invitava a salire sul palco un ospite per suonare uno o due pezzi, ma nessuno poteva tenergli testa. Per questo rimase sempre un ONE MAN BAND. Durante una sessione con una band qualcuno dei musicisti gli chiese: “In che tempo è sto pezzo!” e lui rispose con un urlo. 😀

Hasil Adkins non era avvezzo alle novità. Gli piacevano le sue selvaggie “Halloween song” ed era molto orgoglioso delle sue canzoni popolari, attraverso le quali poteva esprimere i suoi sentimenti più profondi. Era un personaggio molto complesso. Crudo e primitivo, ma anche molto spirituale, ignorante ma allo stesso tempo brillante, ironico ma anche serio. Nessuno che abbia camminato sulla terra è mai stato così autentico e genuino. Se distruggere tutta la sua strumentazione lo rendeva felice, con molta naturalezza distruggeva tutto. Se si sentiva serio, triste, quieto, e solitario, cantava di tristezza, quiete e solitudine. Se voleva mangiare dieci libbre di pomodori in una volta, semplicemente le mangiava. Faceva tutto con sincerità e con completo abbandono.


Il 16 aprile 2005, mentre Hasil se ne stava sotto il suo portico fu aggredito e buttato per terra da uno sconosciuto. Successivamente il ragazzo corse in strada e spinse a terra un altro passante. Hasil scampò l’incidente, l’identificò il ragazzo da un identikit, e disse: ” Spero si faccia solo 5 anni, così che impari la lezione, ma abbia ancora il tempo e il modo per comportarsi correttamente!”.
Hasil morì 10 giorni più tardi.

In tutta la storia di musica ci sono stati alcuni personaggi autentici e molti imitatori. Hasil Adkins è certamente uno dei più originali fra tutti. Era un individuo unico, fu capace di costruirsi una strada completamente nuova in una regione selvaggia e poi bruciò il percorso dietro a lui, rendendolo quasi impraticabile per chiunque lo volesse veramente seguire.

Che Dio benedica Hasil Adkins e che riposi in pace!

(adoro questo pezzo! )

VINTAGE HALLOWEEN HITS

Ok apparte le due compilation della Buffalo Bop : horror hop e monster bop che fondamentalmente sono doo woop e rockabilly, ma direi più doo woop. Bellissime e divertenti, ma che già molti conosceranno. Ne ho trovataun’altra: “monster collection”  con bel artwork pieno di informazioni e curiosità. Fra i vari artisti spiccano: Bo Diddley e Screaming Jay Hawkins.  La track list comprende doo woop, blues e garage primitive come Round Robin con “I’m a Wolfman” (coverizzata anche degli Epileptic Hillbillys, ex Radiacs, psychobilly), e diversa roba che avevo già nelle compilation della buffalo bop. Ho trovato l’anno scorso al banco della drunkabilly quest’altra compilation, due volumi stessa copertina (cambia solo il colore del titolo) zero artwork,sembra già un miracolo che ci sia scritta la tracklist “monsters sounds and boppin”. Fra i pezzi più famosi: Blob (dal film), monstermash (e versione alternativa, monsterswim, con fiati e tiro deciamente più beat ), Goo goo muck di Ronnie Cook, Satan is her name (dal film  faster pussycat kill kill, Russ Meyer), Dinah Shore con la bellissima the scene of the crime, surf, doo woop, soul, cha cha cha, mambo e chi più ne ha più ne metta, tutto rigorosamente con testi horror. (ORA, NON CHE all’epoca ESISTESSERO GRUPPI HORROR DOO WOOP, ma era molto comune registrare pezzi a tema per Halloween). In mezzo c’è un sacco di instrumental e roba parlata, probabilmente in parte tratta da b-movie o inventata appositamente (roba esilarante, tipo Frankenstain che cerca di insegnare a ballare ad Igor per imbroccare le tipe, ma senza esiti positivi), rumori di catene, cigolii, urla di donne, risate demoniache, pianti, gatti incazzati, gemiti e via discorrendo. Fatto sta che queste compilations nonostante a vederle non sembrerebbero proprio professionali, sono invece forse, le più belle del genere.

steve king _satan is her name

bo diddley_Bo meets the monster

ronnie cook_goo goo muck :wub:

dinah shore_ the scene of the crime (cover fatta dai francesi Astrozombies in due versioni, una speed e l’altra + lounge come ghost track, che a me faceva morire e pensavo fosse loro, invece poi ho scoperto essere di sta biondina, cantante swing)

Un’altracompilation orrorifica è  “doo woop halloween is a scream”. Se avessi omesso qualcosa, siete pregati di battete un colpo, seconda lapide a sx grazie.

Postate qui tutto cioè che fonde ORRORE E NOTE! Ve ne sarò eternamente grata!

SCREAMING LORD SUTCH!

SLS & Raving Savages 63

David Edward Sutch (10 November 1940 – 16 June 1999) folgorato da Screamin ‘Jay Hawkins, cambiò il suo nome in Screaming Lord Sutch e intraprese la sua carriera musicale nei primi anni sessanta in Inghilterra. Lo accompagna la sua band: “ the Savages”.
Fu uno dei primi “capelloni” del rock & roll, e lavorò sempre con musicisti capacissimi, (anche se il superlativo, in questo caso, sembra comunque riduttivo se accostato a nomi del calibro di: Jimmy Page, Jeff Beck, Ritchie Blackmore, Nicky Hopkins, e Mitch Mitchell ).
I suoi singoli erano per lo più cover di pezzi R&B o brani composti per Halloween (vedi topic “schifezze horrorifiche”). I suoi live erano selvatici, ironici, coinvolgenti e molto, molto coreografici. Lord Sutch era solito uscire da bare, truccato da morto, vestito da jack the ripper, spaventando le fanciulle in prima fila e condendo le sue performance con gag grottesche.

cover dei gravediggers V

 http://youtu.be/bXv8jRn4VuA


Più che concerti i suoi live, erano happening. Più che un cantante, Screaming Lord Sutch era un “entertainer”, un vero e proprio animale da palco, capace di creare situazioni e coinvolgere il pubblico. Spianò la strada per la british invasion, anche non essendone parte in quanto non ebbe mai una hit né in America né in Inghilterra. Anche perchè dopo aver visto un suo show, i Beatles in concerto parevano una boy band . I suoi primi 5 singoli vantano la collaborazione del leggendario Joe Meek (produttore, songwriter e pioniere del rock’n’roll), che impreziosì il lavoro di Sutch con strumenti trattati, compressione dei suoni, e effetti strani (e per intederci, “Jhonny remember me”, l’ha prodotta e arrangiata Meek).
Screaming Lord Sutch fu e resta il padrino del garage punk. Non sapeva cantare nel senso canonico del termine, non sapeva suonare, ma era il portavoce di una generazione, un reverendo del rock’n’roll. Nel ’64 fondò la radio pirata “Sutch”.
Fu un importante personaggio pubblico in Gran Bretagna, negli anni 60 oltre che la sua carriera musicale intraprese anche la sua carriera politica, con il partito “National Teenage Party”, di cui fu rappresentante. Nell’83 il suo partito prese il nome di “Official Monster Raving Loony Party”e venne ufficialmente registrato come partito politico in Inghilterra. Sutch ne farà parte fino al ’99.
Nel ’91 viene pubblicata la sua autobiografia. “Life as Sutch: The Official Autobiography of a Raving Loony (scritta con Peter Chippindale) .
Il 16 Giugno del 99, in seguito a mesi di profonda depressione, viene trovato impiccato, nella sua casa a Londra.
Nel 2005 Graham Sharpe, che conosceva Sutch dagli anni 60 scrive la prima biografia “The Man Who Was Screaming Lord Sutch.”
Discografia:
Singoli (UK)
Screaming Lord Sutch & the Savages
“Till the Following Night” / “Good Golly Miss Molly” – HMV POP 953 (November 1961)
“Jack the Ripper” / “Don’t You Just Know It” – Decca F11598 (March 1963)
“I’m a Hog for You” / “Monster in Black Tights” – Decca F11747 (September 1963)
“She’s Fallen Love with a Monster Man” / “Bye Bye Baby” – Oriole CB 1944 (July 1964)
“Dracula’s Daughter” / “Come Back Baby” – Oriole CB 1962 (October 1964)
“Honey Hush” / “The Train Kept a-Rollin'” – CBS 201767 (June 1965)
“Black and Hairy” / “The Cheat” – CBS 202080 (May 1966)
“Midnight Man” / “Thumpin’ Drum” / “Scream and Run” – RAUCOUS CD 070 (2000)
Lord Sutch & Heavy Friends (1970)
‘Cause I Love You / Thumping Beat – Atlantic 584 321 (February 1970) then Atlantic 2091 006 (April 1970)
Election Fever / Rock the Election – Atlantic 2091/017 (June 1970)
Screaming Lord Sutch (1972–1984)
“Gotta Keep a-Rockin'” / “Flashing Lights” / “Hands of Jack the Ripper” – Atlantic K 10221 (1972)
“Monster Ball / “Rang-Tang-a-Lang” – SRT SRTS 76361 (1976)
“I Drink to Your Health Marie Pt.1 / Pt.2” – SRT SRTS 76375 (1976)
“Jack the Ripper” / “Dance and Jive” – CHARLY CS 1016 (1976)
“Jack the Ripper” / “I’m a Hog for You” – Decca F 13697 (1977)
“All Black and Hairy” / “Monster” – Monster Records 1 (1983)
“Number 10 or Bust / “Loony Rock” / “‘Til the Following Night” – EMI Records CD 208 (1991)
“I’m Still Raving / “Radio Edit Version” / “Mix Version” – BAREFACE 1 (1994)
<b>Albums</b>
Lord Sutch and His Heavy Friends – Atlantic 2400 (1970)
Lord Sutch & Heavy Friends: Hands of Jack the Ripper – Atlantic K 40313 (1972)
Alive and Well – Babylon B 80010 (Germany) (1980)
Rock and Horror – Ace Cha 65/CDCHM 65 (1982)

Compilations e live
Screaming Lord Sutch Story – Skull N’ Bones 7777 (1991)
Story/Screaming Lord Sutch & The Savages (Compilation, 1991)
Live Manifesto (Live, 1992)
Murder in the Graveyard (Live, 1992)
Raving Loony Party Favourites (Compilation, 1996)
Monster Rock (Compilation, 2000)
Midnight Man (EP, 2000)
Munster Rock (Compilation, 2001)
The London Rock & Roll Show DVD ASIN: B00007LZ56

LA STORIA DI RADIO SUTCH

“In seguito al lancio di Radio Caroline, Screaming Lord Sutch ha annunciato la sua intenzione di iniziare la sua propria stazione radio pirata. Il 27 maggio Radio Sutch ha iniziato a trasmettere il 194 metro – 1542 kHz dalla torre sud di Shivering Sands. Bassa potenza, e basso costo dell’operazione. Il trasmettitore, originariamente tratto da un bombardiere Handley Page Halifax, è stato alimentato con una cascata di batterie per auto, e un palo ponteggio con bandiera pirata come antenna.
Sutch si stufò presto della situazione, vendette la stazione il suo manager Reginald Calvert per £ 5000.
Calvert acquistò nuove attrezzature e ampliò la stazione in altre torri. Una delle sette torri originali fu distrutta dalla collisione con una nave, lasciando la torre settentrionale isolata. Le altre cinque torri furono collegate da passerelle in una forma di stella irregolare. Gli studi vennero costruiti di nuovo, venne installato un trasmettitore più potente, e la stazione sperimentò nuove configurazioni delle antenne e frequenze (1034 e, infine, 1003 kHz). Inizialmente i fili dell’antenna erano appesi intorno alla periferia delle torri. Più tardi fu eretta la torre centrale, ribattezzata “la vostra torre del potere”, sostenuta da tiranti collegati alle torri circostanti . Nonostante la bassa frequenza l’efficienza dell’antenna combinata con il fatto che era situata sopra l’acqua, (un riflettore efficiente delle onde radio), le diede una copertura equivalente ad una molto più potente stazione terrestre.
La polizia portuale di Londra cominciò a lamentarsi del fatto che le frequenze dei pirati disturbavano le comunicazioni di un’altra stazione radio e li fece chiudere .
Calvert cercò disperatamente un accordo per non far morire radio Caroline, ma invano. Nel ’66 un ex socio di Calvert, tale Smedley (un maggiore in pensione), rivendicando la proprietà del trasmettitore , mandò degli uomini a Radio Caroline e lo fece sequestrare. Calvert andò a casa dell’ex socio per cercare di risolvere la questione, ma finì ucciso nella colluttazione.
Calvert viene assassinato con un colpo di pistola, ma Smedley, l’assassino, viene misteriosamente assolto per leggittima difesa…la storia puzza davvero tanto. Anche perchè subito dopo l’omicidio il governo emette un’ordinanza che fa chiudere tutte le radio pirata.