SPARKLE MOORE THE BLONDE ROCKABILLY QUEEN!

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Decisamente meno conosciuta di Wanda Jackson, ma non meno fondamentale per lo sviluppo del rockabilly, l’esplosiva bomba platinata: Sparkle Moore. Proclamata anche lei “regina del rockabilly”  nel settembre 2010, al Rock and Roll Hall of Fame (Iowa), dove le viene riconosciuto lo status di pioniere del r’n’r.

Nata come Barbara Morgan, il 6 novembre 1936 a Omaha, Nebraska.  Il suo nome d’arte, Sparkle Moore, viene da Sparkle Plenty per via della somiglianza con il personaggio del fumetto di Dick Tracy.
Comincia a manifestare il suo interesse per la musica a soli 10 anni, quando viene stregata da una chitarra acustica in acciaio hawaiano acquistata in un banco dei pegni. Cresce con gli jodel e  le melodie di Jimmie Rodgers e le canzoni di Hank Williams. Durante le scuole elementari comincia a suonare il violoncello. Alle superiori contrabbasso e fagotto nell’orchestra della scuola e nella banda.

Nel 1954, con la comparsa di Billy Haley la sua attenzione viene completamente catturata dal  rock and roll. I  musicisti della zona  cominciano a trovarsi regolarmente nel suo scantinato per suonare. La ragazza, appena diciottenne, va completamente fuori di testa per il rock and roll, e scappa di casa per unirsi ad una band di New Orleans.

Nel 1956 Grahame “Crackers” Richards, un Disc Jockey a stazione radio KOWH a Omaha, Nebraska, la scopre e decide di diventare immediatamente il suo manager. In una settimana, Grahame le trova cinque diverse offerte per incidere dalle maggiori etichette del momento.

Firma con la Fraternity Records di Cincinnati ed esce il suo primo 45 giri con “Rock-a-Bop” e “Skull and Crossbones”.


Nel 1957, esce il secondo 45 con “Killer” e “Tiger” . Ogni cantante donna in quel periodo viene  etichettata come “Female Presley”, ma probabilmente lei era quella che lo meritava di più.

Parte in tour, i suoi capelli biondi, le sue giacche sgragianti e la sua chitarra appaiono in negozi di dischi, scuole, discoteche, e ovunque ce ne fosse la possibilità.
Apre un concerto per Tommy Sands, suona con Gene Vincent, Ronnie Sé, il Grand Old Opry, Sammy Davis Jr. e molti altri.
La sua musica viene considerata selvaggia e decisamente sconveniente per una donna del tempo. E per sottolineare questo aspetto solitamente lei si veste da uomo.

L’apice del suo successo va dal ’56 al ’59,  poi viene quasi del tutto dimenticata, ma non smette assolutamente di suonare o di portare il suo contributo alla musica.
Gira con la sua chitarra e la sua Harley tutta la California, inseguendo il mito di Hollywood e del successo immediato. Non arriva ad ottenere il successo di altri artisti, ma non perchè non lo meritasse ed oggi, guardandosi indietro, è inegabile che sia stata una DELLE PRIME DONNE DEL R’N’R MADE IN U.S.A.
I suoi pezzi sono tuttora potenti, selvaggi e  rivoluzionari.
Inoltre prediligendo l’autoproduzione e la  creazione di registrazioni casalinghe, le va anche riconosciuto il suo ruolo di guru D.I.Y della musica.
Ha scritto, arrangiato, cantato, suonato e registrato musica originale, canzone dopo canzone per oltre quattro decenni, progressivamente utilizzando i più moderni sistemi di registrazione disponibili.

“SPARK-A-Billy” il suo ultimo cd, uscito nel 2010 contiene gran parte delle sue registrazioni autoprodotte.

Negli ultimi anni, grazie ad un revival rockabilly in Europa, sono riemerse molte registrazioni d’epoca, fra cui le sue. Ripubblicate su molteplici compilation dalla ACE Records di Londra e da  altre etichette. Altri artisti hanno coverizzato le sue canzoni e  le vengono offerte numerose occasioni per tenere concerti rockabilly sia in Europa che negli Stati Uniti.

Per il suo fondamentale contributo al rockabilly femminile e più tardi rock and roll come lo conosciamo oggi e per l’ispirazione ha fornito a molte di quelle prime donne Rockin ‘, Sparkle Moore non deve assolutamente  essere dimenticata.

Discography
NEW RELEASE
Sparkle Moore (CD) -Sept 1, 2010 – SPARK-A-BILLY

ORIGINAL RELEASES (45’s)
Fraternity F-751 – Nov 17, 1956 – Rock–Bop(1)/Skull And Cross Bones(2)
Fraternity F-766 – May 1957 – Killer(3/Tiger(4)
Unissued Tracks – Flower Of My Heart(5), Killer [alt. vers.](6), Tiger [alt. vers.](7)

COMPILATION REISSUES
Ace CDCHD 1016 (CD) Good Girls Gone Bad (Wild, Weird, And Wanted) (1,2,5,6,7)
Ace CDCHD 316(CD) All American Rock ‘N’ Roll From Fraternity Records (1,3,4,5)
Ace CDCHD 815 (CD) Them Rockabilly Cats (1)
Ace CDCHD 822 (CD) All American Rock ‘N’ Roll: The Fraternity Story, Vol. 2 (2,4)
Crown 56-200 (LP) Rock, Rock, Rock, Vol. 2 (1)
Eagle EA-R 90207 (CD) Cool Off Baby (1)
Folkline 274-162 (CD) Rockabilly Kittens, Vol. 2 (1)
Pompadour DA 002 (10-in LP) Man’s Ruin: Skin-Tone Rock ‘N’ Roll (2)
Rounder 1031 (LP) (Cassette) Wild, Wild Young Women (1,2)
Supersonic LP-FV 1172 (LP) Hot Boppin’ Girls, Vol. 4 (1,2)
Unlimited Prod. ULP 1006 (LP) Let’s Have A Ball (1)
Toro Records, ETCD1013 (CD) Welcome to the Club (Early Female Rockabilly) (13,16)

English infos here!  ——-> http://sparklemoore.net/

WANDA JACKSON (THE BRUNETTE ROCKABILLY QUEEN)

wanda

Wanda Lavonne Jackson, cantante, cantautrice pianista e chitarrista americana, nasce a Maud, Oklahoma , il 20 Ottobre del 1937. E’ conosciuta come la prima cantante (bianca, le cantanti nere lo facevano già ma al tempo, vedi “HOUNDDOG” di Big Mama Thorthon, ma i bianchi che ascoltavano la musica nera non erano esattamente benvisti !) ad essersi dedicata al rock’n’roll, per questo motivo fu ribattezzata la regina (o first lady) del rockabilly. Il suo sound era caratterizzato da influenze country unite ad un rock’n’roll grintoso e graffiante.

Comincia a suonare la chitarra da bambina, grazie al padre musicista, che gliene regala una e che la “svezza musicalmente” portandola a vedere numerosi concerti (Spade Cooley, Tex Williams e Bob Wills).
Molto giovane, ancora studentessa, vince un concorso che le darà spazio in una radio locale.
Nel 54 Hank Thompson la sente cantare alla radio e la invita ad entrare a far parte della sua band “the Brazos Valley Boys”.
Registrò qualche pezzo con la loro etichetta, la Capitol Records.
Fra cui “You Can’t Have My Love” (1954), un duetto con Billy Gray, (leader e cantante della band). La canzone si piazzò al n°8 della chart country.
Visto il successo del singolo, la ragazza prense coraggio e chiese al produttore della Capitol di firmare con la sua etichetta, ma questo si rifiutò dicendole che le ragazze non facevano vendere dischi!
Quindi Wanda lasciò la band e firmò per la Decca Records.

Dopo il diploma, cominciò un tour col padre in veste di accompagnatore e manager. Sua madre le disegnava i vestiti di scena, vestiti con le frange, tacchi alti e vistosi orecchini, questo look ricercato e la sua bella presenza la resero ” la prima donna glamor della country music.”
Nella seconda metà dei ’50’s Wanda conosce Elvis che le farà notare quanto la sua voce si presti a cantare rockabilly piuttosto che country.

Nel 56 la Capitol ci ripensa e la scrittura, facendole registrare diversi singoli come:  “I Gotta Know” del 1956 che si piazza anche abbastanza bene in classifica.

Di là a breve, la Jackson convinse il produttore a farle registrare qualcosa più sullo stile di  Gene Vincent and The Blue Caps.
Così, la Capitol ingaggiò il pianista rock and roll Merill Moore e l’allora ancora sconosciuto, Buck Owens alla chitarra. La voce unica della Jackson unita ad un incalzante ritmo in levare contribuirono fortemente a influenzare il r’n’r di quegli anni.

Nei tardi 50 la Jackson registrò numerose canzoni rockabilly : “Hot Dog! That Made Him Mad,” “Mean, Mean Man,” “Fujiyama Mama” ( hit N° 1 in Giappone) e “Honey Bop”. Fra il 59 e il 60 la cantante partì per un tour in Giappone fra il 59 e il 60. Tuttavia In America era ancora conosciuta solo a livello locale.

Nel 1960 grazie al successo di “Let’s Have a Party”,(canzone registrata un anno prima da Elvis), questo permise a lei e alla sua band, The Party Timers, di diventare band headliner. In questi anni era accompagnata dal pianista Big Al Downing e da chitarrista Roy Clark.
I singoli che registrarono successivamente arrivarono nella top 40 pop success. “Right or Wrong”, al N° 9 e “In The Middle of a Heartache”, al N° 6.
Questo inaspettato successo fece si che la Capitol producesse numerosi dischi con il materiale che la Jackson aveva composto durante gli anni 50:
“Rockin’ with Wanda” and “There’s a Party Goin’ On”, che includevano “Tongue Tied” e “Riot in the Cell Block”#9.
I suoi album del 1961 e del 1962: “Right or Wrong” e “Wonderful Wanda” la portarono nella top ten della chart country.
Nel 1963 The Party Timers,registrarono “Two Sides of Wanda”che spaziava fra country e rockabilly e includeva la cover di “Whole Lotta Shakin’ Goin’ On” di Jerry Lee Lewis. Grazie quest’album Wanda Jackson ebbe la sua prima nomination come “miglior cantante femminile country”

Dal 65 in poi il suo sound prende connotati definitivamente country.

Nei primi del 1965, la Jackson viene invitata dal partner tedesco della Capitol a registrare in tedesco.
“Santo Domingo (b / w Morgen, ja Morgen)”, registrato negli studi Electrola a Colonia, raggiunse la posizione n ° 5 delle classifiche ufficiali tedesche e il numero 1 nella classifica di “Bravo”,la rivista più influente per i teenager tedeschi. Nei primi mesi dopo il successo di “Santo Domingo”, la Jackson registrò anche altre delle sue canzoni in tedesco, olandese e giapponese. Il successo di “Santo Domingo” richiese la registrazione di altri otto singoli in lingua tedesca nei tre anni successivi. I singoli in tedesco sono anche stati registrati sul album “Made in Germany”. L’ultimo singolo tedesco è stato registrato nel 1970.

Nel ’66 “Tears Will Be the Chaser for Your Wine” e “The Box it Came In” arrivano nella top 20 della chart country U.S.A.

Nel 1967, registrà due album e una serie di singoli durante gli anni successivi. I testi troppo espliciti e violenti delle sue canzoni, la dipingono come una donna pericolosa. Nel 1969 “My Big Iron Skillet”, hit della Top 20 hit, minacciava di morte (grazie ad una graaaaande padella di ferro) il coniuge per averla tradita. La Jackson era una delle attrazioni principali di Las Vegas, aveva anche uno show televisivo tutto suo “Music Village” (1967-68).

Nel 1970 e nel 1971, le sue due ultime hit da top 20: “A Woman Lives For Love” (la sua seconda nomination ai Grammy) e “Fancy Satin Pillows”.

Negli anni 70 si avvicina alla fede e comincia a cantare gospel.

Dagli 80 in poi, con il revival del rockabilly, si torna a parlare di lei e la Jackson comincia a venire invitata soprattutto in Europa per apparizioni, performance e interviste.

Ovviamente questa la conoscete

…anche fatta da uno strano essere con faccia putrefatta e orecchie a punta… 😛 Sparky dei Demented are Go!

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